Al Palazzo della Cultura primo incontro per parlare del progetto CO.E.S.I.

Luglio 14, 2022

Lunedì 11 luglio si è tenuto presso il Palazzo della Cultura il primo incontro per parlare del progetto CO.E.S.I.- Comunità educanti, sinergiche, inclusive. L’emergenza bellica, ed il fenomeno dell’emigrazione di tanti profughi porta il nostro territorio a riflettere su realtà relativamente nuove. Ma dobbiamo anche reinventare il nostro modo di pensare l’inclusione sociale, e a curare aspetti interculturali. Infine, ci sono da curare anche tutti gli aspetti linguistici e pedagogici.

L’importanza di realizzare un progetto che punta sulle sinergie e l’inclusione

Apriamo il primo incontro del progetto CO.E.S.I.- Comunità educanti, sinergiche, inclusive con una riflessione sulla situazione in Ucraina. Senza dubbio si tratta di una delle emergenze umanitarie più sentite e che più preoccupano l’opinione pubblica. Allo stesso tempo, il Terzo Settore è quello che sta cercando di offrire un certo supporto e servizi ai profughi ucraini. Anche per questo è molto importante fare un servizio di comunicazione per informare rispetto l’impegno di organizzazioni come l’associazione Minerva, formazione e lavoro, e l’associazione ACLI Frosinone. Sono due importanti realtà con cui la Cooperativa Autentica, capifila del progetto, è in relazione. Al Palazzo della Cultura, il convegno si è svolto con la partecipazione di una mediatrice che presta un servizio di traduzione in lingua ucraina. Un servizio importante per spiegare il progetto ai destinatari, che sono soprattutto donne che scappano dalla guerra, ma che pensano di poter poi tornare nel loro paese. Il dott. Antonio Felice Fargnoli, progettista, spiega come i finanziamenti siano un punto di forza per sostenere anche economicamente lo svolgimento di attività di interesse generale. Anche per questo è sempre utile realizzare delle reti associative. Vero è che i volontari sono quelle figure che stanno più a contatto con gli utenti,e questo significa avere una crescita a livello personale, e professionale. D’altra parte, le attività del progetto non sono perfettamente definite. Significa che possono cambiare nel corso del tempo. In questo caso, le educatrici, hanno delle mansioni generiche, e devono imparare a gestire le attività in maniera flessibile e creando relazioni con i bambini e le mamme. Ma poi ci sono anche gli altri operatori e le associazioni di riferimento.

Il ruolo importante e delicato delle educatrici

Un aspetto rilevante dell’incontro, è il ruolo centrale delle educatrici. Infatti, un altro aspetto è che la guerra in Ucraina sta costringendo migliaia di bambine e bambini a lasciare la loro terra, la loro casa, i loro affetti. Soprattutto, stravolge la loro infanzia. Dunque, sappiamo che tanti bambini sono qui con le loro madri, mentre i papà sono rimasti a combattere per difendere il Paese. Nel primo incontro al Palazzo della Cultura, le educatrici che fanno parte del progetto sono entrate nel tema del sostegno all’integrazione e all’inclusione sociale di questi bambini. Sicuramente bisogna instaurare un rapporto di fiducia, e il gioco può essere un modo semplice anche per imparare la lingua italiana. Una lingua che stanno conoscendo piano piano, ma che li aiuterà nel loro percorso di inclusione sociale.

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